Bilancio di fine anno

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A molti piace interpretarlo come un Film, con protagonisti e antagonisti, con una sceneggiatura ed un finale. A me piace pensare ad un anno come ad un Viaggio nel quale si alternano umori, panorami, soste, mete raggiunte e da raggiungere, paesaggi inaspettati e perché no, ripensamenti.



Un viaggio in macchina, dove guardi fuori dal finestrino quando non guidi e scegli l’andatura quando sei al volante.

Ed un viaggio che ti ha emozionato, coinvolto, preso e consumato fai fatica a descriverlo per intero dopo averlo vissuto, o perlomeno non sai da dove iniziare.

Allora ti affidi alla cronologia e cerchi di mettere insieme i pezzi dalla partenza all’arrivo.

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Proprio come si fa nello Sport, dall’inizio alla fine.

In questo viaggio c’è stato certamente un compagno che purtroppo non ci ha mai lasciato veramente e che ha condizionato tutto il tragitto, il buon e caro COVID. Pensavamo di averlo abbandonato all’autogrill del 2020 ma si è ripresentato come il compagno di classe che non vuoi in gita ma che alla fine trovi sul pullman.

Quello che influenza ogni scelta, che dice sempre la sua e che sa metterti in difficoltà.

Ma siamo partiti lo stesso pronti per l’avventura 2021, che tutto potevamo aspettarci tranne che ci logorasse di emozioni in questo modo ed in questa misura.

Soprattutto Noi Italiani reali conduttori del treno dello Sport europeo nel quale in lungo ed in largo abbiamo dominato (termine poco politically correct ma che mi piace da morire…)

Però non è tricolore la prima nota e viene dal deserto dove Stephane Peterhansel riscrive la storia della Dakar diventando il più vincente di sempre attraverso il suo 8 titolo in macchina dopo averne vinti 6 in moto.

L’Aria però fuori è sempre fredda, siamo a gennaio, proprio come la guerra politica tra Governo – CONI e CIO che rischia di far esporre il tricolore alle prossime Olimpiadi nella quale alla fine si risolve parte del contendere attraverso un Decreto-legge nel quale tutti ne escono vincitori e vinti.

Per la strada notiamo un incidente che ci colpisce, ci fa rallentare e sospirare. E’ quello di Sofia Goggia che con la rottura del piatto tibiale mette a rischio la sua stagione.

Accediamo la Radio e da oltre oceano ci arriva la notizia che anche Tom Brady ha deciso di scrivere la storia ma del Football Americano, vincendo il 7° Anello più di ogni altra franchigia dell’NFL.

Fuori inizia a nevicare e ci rendiamo conto che in queste condizioni c’è chi sa esprimersi come una vera e propria fuoriclasse, Mikaela Shiffrin la sciatrice statunitense vince il 6° oro in 5 mondiali consecutivi, mondiali nei quali inizia l’ascesa dello Sport Italiano con le vittorie di Moioli e Bassino veri e propri apripista di un viaggio colorato di verde bianco e rosso.

Nel frattempo, tra le montagne del trentino, precisamente a Bolzano ci dicono che Alex Schwarzer ha pagato per il suo passato ed è assolto per quello che non ha commesso generando così una delle pagine più imbarazzanti dello Sport moderno in cui si mischiano doping, tribunali, prese di posizione ed errori di comunicazione.

Il viaggio prende vita, iniziamo a macinare kilometri e di notte vediamo la costa, il mare, lo stesso nel quale Luna Rossa ci porta indietro nel tempo, nelle notti di Azzurra, del Moro di Venezia e del recente passato avanzando in finale di Coppa America in un’edizione futuristica nel quale la tecnologia ha trasformato la vela in un videogioco.

La prima pausa. Se na va Fausto Gresini, uomo delle moto, manager sapiente, scopritore di talenti. La foto con Simoncelli ci riconcilia e ci fa ripartire.

Ma dalla neve che avevamo lasciato ci dicono che un vecchietto snowboarder di 40 anni e 163 giorni diventa il più anziano di sempre a conquistare una medaglia individuale ai mondiali, Roland Fischnaller, un italiano.

La seconda pausa. Muore Marvin “The Marvellous” Hagler a detta di molti il migliore pugile mai esistito, un mix di tecnica, potenza e velocità.

Mentre la strada inizia a prendere i colori primaverili ci arriva una notifica sul telefono che Sofia Goggia nonostante l’infortunio vince la coppa di specialità in discesa e che alle prossime Olimpiadi il nostro amico COVID ci mette lo zampino bloccando le frontiere per gli spettatori stranieri.

Ci siamo lasciati alle spalle l’acqua e andando verso il continente e verso Monza vediamo festeggiamenti per la vittoria in Coppa CEV di pallavolo facendoci presagire che in questo sport ci sarà qualche altra sorpresa.

Terza Pausa. Daniel Guerini, giovane calciatore della Primavera della Lazio muore in un incidente ricordandoci quanto sia importante la vita, prima dello sport, prima di tutto.

Riaccendiamo il motore e abbiamo bisogno di spingere forte dopo queste tre pause e iniziamo a pensare che gli orizzonti devono ampliarsi, dobbiamo iniziare a guardare oltre confine, dobbiamo accelerare su altre strade e Manuela Lombardo e Odette Giuffrida mettono benzina al nostro motore agli Europei di Judo in Portogallo ed iniziamo a sentire odore di dolce dagli Europei di Ginnastica in Svizzera con podi che accendono la spia della speranza.

A Monza avevamo il sentore a Conegliano abbiamo la certezza, nella pallavolo la bandiera europea è sostituita con quella italiana attraverso la vittoria della Champions League.

Poi è il momento delle barzellette ed una delle tante ci dice che Mourinho è il nuovo allenatore della Roma, ridiamo, poi ci accorgiamo che è realtà.

La temperatura fuori inizia ad alzarsi nonostante la velocità, soprattutto quella di Marcel Jacobs che stabilisce il nuovo record italiano sui 100 mt. Ma quanto vuole andare veloce? Chissà…

Abbiamo bisogno di rinfrescarci e l’acqua è sempre il miglior strumento, ci aiutano Simona Quadarella, Benedetta Pilato e Margherita Panziera con le loro vittorie, con il loro sorriso e determinazione a metterci davanti a nuove strade.

Quarta Pausa. Se ne va Tarcisio Burgnich, profilo di difensore che non nasce più per forza e personalità figlio di una generazione tosta e gagliarda. Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi…. Scusate mi sono fatto prendere la mano…

Restiamo sul rettilineo del Calcio ed il Chelsea vince la Champions League con un calcio molto poco europeo ed un italo-brasiliano in cabina di regia. Siamo sempre più vicini all’estate, guardiamo fuori e ci accorgiamo che la Virtus Bologna torna a vincere dopo 20 anni il Campionato Italiano di Basket e Djokovic a Parigi vince il Roland Garros procedendo a passi ben distesi verso il Grande Slam.

Quinta Pausa. Ci lascia Giampiero Boniperti. Vincere non è importante è l’unica cosa che conta. Questa frase dice tutto.

Da Parigi lungo il canale della Manica cambiamo lato della strada e la guida va a destra.

Entriamo nella perfida Albione e decidiamo di prenderci la scena.

Abbassiamo il finestrino e alziamo la musica della radio, sotto il cielo di un’estate italiana.

Berrettini arriva in finale a Wimbledon fermato solo dall’alieno Djokovic entrando nella storia del tennis e dello sport abbinato al fascino, alla storia. Il verde ed il bianco, mancava il rosso.

Lo abbiamo portato noi.

Da Wimbledon a Wembley con la costante della doppia W di Winners.

Accediamo le luci e illuminiamo la strada del Calcio Italiano odiato dagli altri, bistrattato da Noi, prendendoci l’Europa a casa loro, quelli che dicono di averlo inventato.

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Un uomo a guidarci, un gruppo ad alzare la Coppa.

Sbronzi ed esausti dobbiamo tornare indietro e ripassando per la Francia sorridiamo di fronte alla vittoria di un giovane mago della bicicletta, lo sloveno Tadej Pogacar che bissa il Tour de France a soli 23 anni.

Sapete quel discorso sulla pallavolo di prima? Ecco l’Italia vince anche il Mondiale Femminile Under 20 battendo la Serbia iniziando a scrivere il loro incubo.

Ma è tempo di lasciare per un po’ l’auto e prendere un aereo. Avevamo prenotato un viaggio in Giappone lo scorso anno, finalmente possiamo andarci.

E’ stato un mese e mezzo incredibile ma senza fiori di loto, samurai o cartoni animati. Ci siamo comportati da veri italiani all’estero mangiando pasta, pizza e suonando anche il mandolino della vittoria. Siamo partiti da Tokyo siamo arrivati ad Olimpia.

40 medaglie in 19 discipline

Abbiamo vissuto una tempesta Azzurra in Oriente ed abbiamo visto di tutto. In palestra con la freschezza di Vito dell’Aquila nel Taekwondo e Luigi Busà nel Karate, in barca con Rodini e Cesarini nel Canottaggio e Tita-Banti nella Vela, in bicicletta con il quartetto Ganna-Lamon-Consonni-Milan, su strada marciando 20 km con Antonella Palmisano e Massimo Stano, in pista con Giammarco Tamberi e Marcel Jacobs, tuono e fulmine di un’Olimpiade pazzesca.

Ci fermiamo in un bar nel centro di Tokyo completamente ubriachi, nell’euforia arriva un’altra barzelletta. Messi va al PSG e già fa ridere così.

Usciamo, prendiamo aria e non contenti partecipiamo ad un’altra festa nella quale riconosciamo il talento di Bebe Vio, la forza Arjola Trimi, i super poteri di Francesca Porcellato (11 paralimpiadi e 14 medaglia, si avete letto bene). L’ultimo bicchiere ce lo prendiamo con i 100 metri femminili con Sabatini, Caironi e Contraffatto. Sveniamo nella gloria.

Non so veramente come siamo tornati in aeroporto, abbiamo dormito tutto il viaggio, preso i bagagli a stento e ripreso la macchina.

Nuovi kilometri

Non manca molto a raggiungere la meta e speriamo di vivere l’autunno con più calma. L’estate è stata abbastanza corrosiva nei sentimenti.

Tempo di radio e Venditti dice che l’Europa è lontana ma per noi non mai stata così vicina. L’Europa che ci prendiamo nel Volley con le ragazze belle e terribili di Davide Mazzanti impreziosite dalla miglior giocatrice del torneo e forse del mondo Paola Egonu. Stessa Europa ai piedi della Bicicletta Italiana nel Relay misto e di Sonny Colbrelli.

Nelle notizie tra una canzone e l’altra ci dicono che svanisce il sogno di Djokovic per il grande Slam alle prese con il principale rappresentante del nuovo tennis Daniil Medvedev.

Sesta Pausa. Annuncia il ritiro uno dei più grandi piloti di motocross di tutti i tempi, in virtù dei nove titoli mondiali conquistati, Tony Cairoli. 222 volte grazie

Poiché ci siamo annoiati un po’ seduti in macchina decidiamo di stimolare le catecolammine.  Troviamo un laghetto, affittiamo una canoa, la stessa con la quale Di Liberto vince il Campionati Mondiali di Copenaghen nel K1, poi saliamo in bicicletta, accendiamo il cronometro e ci prendiamo la vetta con Pippo Ganna, Elisa Balsamo e Pippo Baroncini. Non contenti ci sfidano degli sloveni dietro una rete e, come sapete, a pallavolo quest’anno anche ad occhi chiusi si vince e ci prendiamo i Campionati Europei maschili guidati da Fefè De Giorgi e Michieletto che vincerà poi anche il Mondiale Under21. Chiudiamo la frenesia post noia con due ori al Mondiale di Bocce.

Questo non è più un viaggio ma un massacro fisico ed emotivo.

Ci manca solo il cavallo, entriamo in un maneggio ed anche il Polo è roba nostra. Campionesse d’Europa battendo proprio l’Inghilterra (non gli passa più.)

E’ tempo anche di ricordi e qualcuno menziona la strada tra Parigi e Roubaix, quei maledetti ciottoli ed il fango ad impreziosire il tragitto. Il re di questa strada è Sonny Colbrelli.

Prima che arrivi definitivamente l’inverno facciamo un ultimo salto in acqua, nel mare e Alessia Zecchini vince il Mondiale in apnea in assetto costante. Non puntiamo solo all’Olimpo ma anche a bussare a Nettuno.

Tra i video che consultiamo sullo smartphone ci godiamo (senza bere stavolta) le 5 medaglie e doppio record del mondo di Nicole Orlando agli Euro Trigames, Giochi Europei per gli Atleti affetti dalla sindrome di Down.

Tirando le prime somme definiamo che correre, saltare, lanciare, calciare e nuotare ci ha soddisfatto in pieno, ma pedalare ancora no. Ai Mondiali Martina Fidanza ed il quartetto maschile salgono sulla cima dell’inseguimento, Letizia Paternoster ed Elia Viviani nell’eliminazione.

Ok può bastare.

Settima Pausa. Giampiero Galeazzi muore lasciando il vuoto di un giornalismo che sa essere leggero ma incredibilmente professionale. La sua voce ed il suo carisma se ne vanno insieme al suo modo precursore dei tempi.

Siamo stanchi, ottava pausa. Si ritira Valentino Rossi, il pilota più iconico di sempre. Colui che ha cambiato la moto dandogli una visibilità non più schiava della velocità. Sarà lo stesso mondo delle due ruote? Io credo di no.

Il riposo fa parte del percorso e ci prendiamo anche la nona pausa. Si ritira anche Federica Pellegrini, al netto di simpatie e antipatie una delle Atlete più vincenti e forti della Storia dello Sport Italiano.

In macchina si discute se abbiamo visto tutto quello che c’era da vedere ma a Dubai la Squadra di Karate (Kumitè) vince il Campionato del Mondo.

Ok, abbiamo visto tutto

Ah no, Messi vince ingiustamente il Pallone d’Oro ponendo fine alla credibilità del Premio.

Manca solo l’ultimo Gran Premio di Formula 1, che potrà mai succedere? Qui non facevamo il tifo per nessuno ma alla fine dopo la vittoria di Verstappen serviva un defibrillatore.

Possiamo fermarci. Siamo arrivati. Iniziamo a sgranchirci.

Dobbiamo togliere bagagli e borse.

Non ci va per niente.

Ci guardiamo, controlliamo in tasca se qualche soldo è rimasto,

Sorridiamo.

Abbiamo già deciso.

Il tempo di stringerci senza mascherina.

Vogliamo solo ripartire.

L’articolo Bilancio di fine anno proviene da Nati Sportivi.



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