Gino Strada e la sua Meravigliosa FOLLIA

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Gino Strada (1)
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Gino Strada ed il suo Folle progetto lasciato in eredità all’intera Umanità

Era il 1509 quando il teologo, umanista e filosofo olandese Erasmo da Rotterdam compose un’opera satirica dedicata al suo amico Tommaso Moro, il cui titolo è passato alla storia come: “L’Elogio della Follia”. Un’opera che non doveva essere pubblicata, ma che, una volta andata alle stampe, riscosse un’incredibile successo, tanto che fu oggetto di varie ristampe e tradotta in francese, tedesco e inglese. Il saggio di Erasmo si apre esattamente con un elogio della Follia, che assume, nelle pagine del teologo olandese, una natura che si potrebbe definire “divina”.



L’Elogio di un’altra Follia

La citazione di quest’opera, entrata a far parte della storia del pensiero moderno, ci offre lo spunto per introdurre un altro tipo di Elogio. L’Elogio di un grande uomo che ci ha lasciato qualche giorno fa e che, in queste ore, viene ricordato nella città di Milano. L’Elogio di un uomo e della sua Follia. Di un uomo, di un medico, di un chirurgo che un giorno ebbe la Folle idea di portare la SANITA’, LE CURE MEDICHE, IL SOSTEGNO FISICO E PSICOLOGICO nei peggiori luoghi del mondo, quei luoghi che tutti tendono, volontariamente, a dimenticare: i TEATRI DI GUERRA.

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Ma accanto ad un Uomo Folle vi è sempre una Donna forse più Folle di lui. Era il 15 maggio 1994 quando un uomo ed una donna crearono la Follia più straordinaria degli ultimi decenni e la chiamarono EMERGENCYLife Support for Civilian War Victims. Trattasi di un’associazione umanitaria il cui scopo era, semplicemente, quello di offrire cure mediche e chirurgiche gratuite, di elevatissima qualità, alle vittime della guerra e della povertà. Vi poteva essere un progetto più Folle? Poteva essere concepito un piano umanitario – assistenziale più utopistico ed irrealizzabile di questo? Assolutamente no, perché era già quello un piano impossibile da realizzare.

Gino Strada. L’impossibile non esiste

Il vocabolo IMPOSSIBILE, però, non compariva nel vocabolario dell’uomo e della donna di cui stiamo parlando, i cui nomi erano GINO STRADA e TERESA SARTI STRADA. Il 1 settembre del 2009 Teresa Sarti Strada ci ha lasciati, il 13 agosto scorso è toccato a Gino Strada. Nell’arco di tre giornate, sabato 21, domenica 22 e lunedì 23 agosto, esattamente nella sede di Emergency di Milano, l’Italia e il mondo tributano l’estremo saluto al Folle chirurgo da cui tutto ebbe inizio. Sopra l’urna che contiene le sue ceneri, campeggia una frase di Gino Strada:” I diritti devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, altrimenti sono privilegi”. Per un uomo che non amava molto parlare, per il quale contavano soltanto i fatti, parole come queste sono un manifesto ideologico, sono il suo DNA.

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Gino Strada ha portato in tutti i luoghi dimenticati da Dio, e da coloro che un Dio lo professano, il diritto alle cure, indipendentemente dal colore della pelle, dalla fede religiosa o politica, dall’essere vittima o carnefice. Tutti sono esseri umani e tutti hanno uguale diritto alle cure. Gino Strada era ateo ma la sua spiritualità, che lo portava ad offrire tutto sé stesso per l’altro in pericolo di vita, aveva qualcosa di divino. Esattamente come diceva Erasmo da Rotterdam, la Follia ha una natura divina. La Meravigliosa, Unica e Divina Follia di Gino Strada.

La Folle eredità

Ed ora questa Folle eredità passerà nelle mani della figlia di Gino Strada, Cecilia. Nel momento in cui il suo papà esalava l’ultimo umano respiro, lei era in mare sulla nave della Ong italiana di ResQ People Saving People, con 166 persone a bordo, portate in salvo nel Mediterraneo centrale.

Sì. Ero a fare la cosa giusta in un momento per me drammatico, questo personalmente mi ha aiutata. Con 166 persone sei sempre impegnata, anche per tutte quelle che sono le incombenze dell’equipaggio: dal pulire i bagni al preparare la cena. Il senso di responsabilità verso queste persone deve prevalere su tutto, non ho tempo di rimanere da sola con i miei pensieri, ora che sarò a terra avrò tempo di pensare a me stessa e a mio papà”.

La Folle eredità è in ottime mani e la Meravigliosa Follia generata da Gino e Teresa Strada continuerà a seminare caparbiamente cure mediche, umanità e speranza di pace ovunque manchino cure mediche, umanità e speranza di pace. Avrà le sembianze di Cecilia Strada e di altri centinaia di Meravigliosi Folli tra medici, chirurghi, infermieri e volontari, che continueranno, incessantemente, a diffondere il verbo di Gino e Teresa Strada:

Se la guerra non viene buttata fuori dalla storia dagli uomini, sarà la guerra a buttare fuori gli uomini dalla storia

Ascoltando i tuoi amatissimi Pink Floyd viene in mente un pensiero:
“Vorrei, vorremmo che tu fossi qui

Articolo di Stefano Vori



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