Paolo Villaggio nel 1975 diceva: “L’italiano si è riconosciuto nell’infelicità di Fantozzi in un periodo di austerità”

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Andando a vedere vecchie interviste su Youtube abbiamo trovato una virale del 1975 di Paolo Villaggio che descriveva il suo personaggio in maniera quasi attuale. 







Siamo negli anni settanta e la prima cosa che l’attore ligure mette in discussione è che il sistema di vita creato dal boom economico e dal consumismo è una grande bugia. All’epoca, infatti, bastò la crisi nel Medio Oriente, per chiudere i rubinetti del petrolio e dare uno stop inatteso a tutte le attività anche più piccole di noi italiani un pò come adesso nel 2020 con la situazione attuale che viviamo. Per esempio, l’automobile era diventata un mezzo insostenibile e tornavano le biciclette sulle strade per combattere la cosiddetta austerity o povertà-

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“La filosofia dell’epoca era consumistica, potevi essere felice solo se compravi qualcosa ma non era così, all’improvviso questo sistema si è incrinato con la crisi mediorientale, l’inquietudine improvvisa e la paura dell’inferno del futuro è arrivata, e lui ha iniziato a vivere da solo in una società che non lo difendeva abbastanza, in una dimensione piramidale dove forse non c’era nessuno, ecco perchè l’italiano medio si è riconosciuto nell’infelicità di Fantozzi”

Quest’intervista che trovate qui sotto sembra molto attuale in questo periodo

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L’articolo Paolo Villaggio nel 1975 diceva: “L’italiano si è riconosciuto nell’infelicità di Fantozzi in un periodo di austerità” proviene da Noi degli 80-90.

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