Due pesi e due misure, quando misuriamo con aste diverse

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Ci piace pensare di essere persone molto congruenti, logiche e sensibili, ma a volte le nostre convinzioni e preconcetti modellano dei pregiudizi che ci spingono ad applicare due pesi e due misure. A volte, senza rendercene conto, giudichiamo le persone in modo diverso in base ai nostri stereotipi. Altre volte, sono le persone che ci giudicano ingiustamente usando il doppio standard.

Che cosa significa applicare “due pesi e due misure”? Gli esempi più comuni nella vita di tutti i giorni

Il doppio standard implica l’applicazione di norme e principi diversi per valutare situazioni che, almeno inizialmente, sono uguali o abbastanza simili. In pratica, consiste nell’applicare due pesi e due misure a cose uguali. Il doppio standard si verifica quando valorizziamo, trattiamo e rispondiamo in modo diverso a individui, gruppi o organizzazioni che sono abbastanza simili.

Un esempio di lunga data di doppio standard viene applicato a uomini e donne rispetto alla sessualità. Infatti, uno studio condotto presso l’Università della British Columbia ha rilevato che esiste un doppio standard tra uomini e donne per quanto riguarda gli appuntamenti, la verginità, il matrimonio e, in senso generale, tutte le questioni legate al sesso.

Nemmeno la legge sfugge ai “due pesi e due misure”. Nella giurisprudenza moderna, ad esempio, esiste la regola che tutte le persone sono uguali davanti alla legge. Tuttavia, quando alcuni gruppi ricevono più protezione o rappresentanza legale di altri, si verifica il doppiopesismo. Avviene anche quando le persone sono respinte per la loro origine etnica o per le convinzioni religiose quando tali caratteristiche non sono un fattore determinante per il ruolo che devono svolgere.

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Un altro esempio abbastanza comune di doppiopesismo è quando i genitori puniscono i comportamenti dei loro figli in modo diverso. Ma forse l’esempio più paradigmatico di doppio standard si verifica quando siamo coinvolti in qualche modo nella situazione: si riferisce alla nostra tendenza a trattarci con maggiore benevolenza rispetto agli altri, ricorrendo a fattori contestuali per spiegare i nostri errori e difetti.



Come nasce il doppio standard?

Diversi fattori influenzano la formazione dei doppi standard, dai bias cognitivi ai pregiudizi, il desiderio di avere ragione o la tendenza a vedersi sotto una luce più favorevole. In ogni caso, applicare “due pesi e due misure” generalmente implica la convinzione che un gruppo di persone sia inferiore, per qualche ragione, o perché siamo stati educati in questo modo o perché abbiamo fatto le generalizzazioni sbagliate per tutta la vita.

È stato riscontrato che è più facile per noi applicare due pesi e due misure a caratteristiche come lo stato sociale, il genere, l’etnia e la classe socioeconomica. Il dato curioso è che questo doppio standard non facilita l‘empatia, ma ci porta ad applicare standard più severi alle persone che percepiamo come aventi uno status inferiore. In altre parole, invece di essere più gentili o compassionevoli, tendiamo a diventare giudici più rigidi.

In questo senso, uno studio particolarmente interessante condotto presso le università di Columbia e Yale ha rivelato che nei mercati finanziari agli uomini veniva concesso più spesso il beneficio del dubbio rispetto alle donne, che tendevano a essere maggiormente penalizzate dal giudizio degli investitori.

Come differenziare la personalizzazione dai doppi standard?

Nelle relazioni umane c’è una contraddizione: tutti meritiamo di essere trattati allo stesso modo perché siamo uguali ma, allo stesso tempo, ognuno di noi è unico, quindi bisogna tenere conto anche della differenziazione.

Pertanto, per identificare i doppi standard, dobbiamo prima chiederci se, effettivamente, trattiamo due persone o due gruppi simili in modo diverso. Se è così, dobbiamo cercare la causa, un motivo valido che spieghi la differenza di trattamento.

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Dobbiamo ricordare che si verificano doppi standard quando c’è una disparità di trattamento che non è adeguatamente giustificata. In genere è un fenomeno che si produce in modo automatico, senza pensarci, perché basato su pregiudizi e stereotipi. Invece, l’atto di prendere in considerazione le differenze individuali è solitamente un processo cosciente.

Come disattivare i due pesi e due misure

I doppi standard sono spesso comportamenti appresi sulla base di credenze e stereotipi ereditati, spesso nei primi anni di vita. Se gli adulti intorno a noi hanno applicato un doppio standard, è probabile che questo condizionamento comportamentale ci accompagni senza che ce ne rendiamo conto.

La mancanza di consapevolezza è il terreno in cui fioriscono i doppi standard. Pertanto, dobbiamo solo aumentare il nostro livello di coscienza. Dobbiamo chiederci le ragioni dei nostri giudizi e comportamenti, e rispondere sinceramente. In questo modo possiamo identificare e disattivare il doppio standard che introduce squilibrio e malessere nelle nostre relazioni.

D’altra parte, se crediamo di essere vittime di un doppio standard, la soluzione è sempre la stessa: aumentare la consapevolezza. Dovremmo chiedere alla persona perché ci tratta e ci stima in modo diverso e fargli notare, senza ricorrere a rimproveri, che consideriamo ingiusto il suo comportamento. È probabile che quella persona diventi consapevole del suo pregiudizio e cambi il modo di rivolgersi a noi.

Fonti:

Botelho, T. L. & Abraham, M. (2017) Pursuing Quality: How Search Costs and Uncertainty Magnify Gender-based Double Standards in a Multistage Evaluation Process. Administrative Science Quarterly; 62(4): 698-730.

Foschi, M. (2000) Double Standards for Competence: Theory and Research. Annual Review of Sociology; 26:21-42.

Foschi, M. (1996) Double Standards in the Evaluation of Men and Women. Social Psychology Quarterly; 59(3): 237-254.

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