Ciao Catherine Spaak, voce ed anima delle donne

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Catherine Spaak ci ha lasciato a 77 anni

Se n’è andata il giorno di Pasqua, il giorno che per i cristiani segna la vittoria della vita sulla morte. Se n’è andata all’età di 77 anni lasciando un senso di incompiuta comprensione. Perché è questo il primo sentimento provato alla notizia della scomparsa di Catherine Spaak. Il rimpianto di non aver compreso, o di non averlo fatto fino in fondo, l’importanza che ha avuto la persona e, di conseguenza, il personaggio. Non solo in ambito artistico, che è sotto gli occhi di tutti, quanto anche in quello culturale e del costume italiano. Quella ragazzina di appena quindici anni, nata in Francia da una famiglia di origini belghe, che giunge in Italia, senza conoscere la nostra lingua ed inizia la sua avventura, umana ed artistica, ha rappresentato qualcosa di assolutamente rivoluzionario.

Catherine Spaak, nata libera

Libertà, indipendenza, autonomia erano concetti sconosciuti, addirittura impensabili, per le sue coetanee italiane durante quegli anni. Era il 1960 quando Alberto Lattuada l’ha voluta per il suo film Dolci inganni, pellicola colpita dalla scure della censura perché parlava della prima esperienza sessuale di una giovane ragazza. A sedici anni Catherine Spaak era quella che altrove si definiva una lolita, mentre da noi il termine usato era quello di “ninfetta”. A parte le definizioni, che lasciano sempre il tempo che trovano, quella giovanissima ragazza francese è stata in grado di far perdere la testa ai più grandi attori italiani, alcuni dei quali si sono comportati con lei in maniera riprovevole, salvo poi tentare di scusarsi qualche anno dopo.

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Protagonista della Commedia all’italiana

Ugo Tognazzi in La voglia matta, Vittorio Gassman ne Il sorpasso e ne L’armata Brancaleone, Nino Manfredi ne Adulterio all’italiana e ne La parmigiana, sono soltanto alcuni dei grandi nomi della cinematografia italiana con i quali Catherine Spaak ha avuto modo di lavorare, diventando una delle attrici più iconiche della cosiddetta e celeberrima Commedia all’italiana. Dietro quel volto giovane, con la frangetta bionda e quell’accento francese che ha sempre mandato in solluchero il maschio italiano, vi era una donna intelligente, colta e con le idee chiarissime. Le sue esperienze le ha volute fare tutte e quando ha sbagliato, ne ha pagato il prezzo. Si è sposata quattro volte ed il suo marito più famoso è stato Johnny Dorelli, con il quale è stata sposata per sette anni, dal 1972 al 1979 e dal quale ha avuto un figlio, Gabriele.

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Il giornalismo e la televisione

Catherine Spaak è stata attrice e cantante, fino al momento in cui ha deciso di cambiare strada. Quel mondo del cinema era un universo costruito da uomini per soli uomini, dove le donne erano spesso presenti soltanto in percentuali minime ed insignificanti. Ha iniziato allora a scrivere e a collaborare con importanti testate giornalistiche quali Il Corriere della Sera, Marie Claire, Amica e TV Sorrisi e Canzoni fino a quando, a metà degli anni ’80 arriva la chiamata della televisione. Conduce tre stagioni di Forum e poi il passaggio in Rai dove il successo arriva grazie alla conduzione del “suo” talk show, dal titolo Harem. Nella sua “tenda”, arredata proprio come un harem e su quel divano damascato, con le sue ospiti, sempre solo rigorosamente donne, ha raccontato le storie dell’altra metà del cielo.

Quelle che le donne non dicono…lei lo ha detto

Catherine Spaak lo ha sempre fatto nella sua maniera, con la forte dolcezza di uno charme che univa sensibilità, cultura ed intelligenza in un mix che ha provocato, allora, molti fastidi tra i suoi colleghi maschi. Le donne che raccontano le donne, anche toccando tematiche profondamente intime e private, non si era mai visto in televisione e lei lo ha fatto per quasi vent’anni. Catherine Spaak è stata tante cose, sempre prima delle altre. Una mamma a cui è stata tolta la figlia perché lei era un’attrice, una donna quindi di dubbia moralità secondo la giustizia italiana dell’epoca. Ma è stata anche un’attrice che ha denunciato di aver subito molestie sul set quando tante sue famose colleghe dicevano che a loro non era mai accaduto. Questo accadeva diversi decenni prima di #Me Too.



Quelli enunciati sono soltanto alcuni dei motivi che hanno accompagnato quel senso di incompiuta comprensione seguito alla triste notizia della scomparsa di Catherine Spaak. Una grande donna, prima di tutto.

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