Basciano e Codegoni, la proposta di matrimonio a Venezia fa storcere qualche naso

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Tutto molto bello, tutto molto romantico: ma era davvero necessario? La proposta di matrimonio di Alessandro Basciano a Sophie Codegoni andata in scena mercoledì pomeriggio sul red carpet del Festival di Venezia ha finito per destare non poche (e legittime) perplessità. Al punto che a scomodarsi è stato addirittura un giornalista inglese, che probabilmente prima di ieri sera conosceva i due ex gieffini tanto quanto la vera ricetta del tiramisù.

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Jack King infatti – così si chiama il giornalista, redattore di British GQ – ha sottolineato quando sia stato di cattivo gusto mettere in piedi una proposta di matrimonio sul red carpet di un film, The Son, che parla di depressione clinica. “Non un influencer italiano che ha fatto la proposta di matrimonio alla sua fidanzata sul tappeto rosso di The Son. Un film molto cupo sulla depressione clinica”, ha scritto King in un tweet. A quel punto è arrivata, piccata, la risposta di Alessandro Basciano, che invece di metterci una toppa ha soltanto allargato il buco. L’ex gieffino, infatti, ha commentato con queste parole: “La proposta non è legata al film caro jack”, con tanto di faccine che sbadigliano annoiate.

Basciano proposta Sophie
Foto: Instagram Stories @_fmarco

 

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E così se fino a ieri sera si era tentati di giustificare il gesto – sicuramente un pelino eclatante – con un’innata propensione al romanticismo più estremo, terminato l’effetto sorpresa rimane solo l’amarezza con cui si constata che questi influencer di cui tanto si discute sembrano davvero sfilare sul red carpet senza neanche sapere bene dove si trovano. Non si può quindi che dare ragione a Mario Manca, giornalista di Vanity Fair, quando scrive: “Possibilità ghiottissima di intavolare una proposta di matrimonio sul red carpet sapendo di avere le foto di Getty belle e pronte e risparmiandosi le isterie nel caso avessero pubblicato la notizia sulle Stories e nessuna testata l’avesse ripresa in tempi brevi”. Severo, ma giusto.

Il sospetto che si sia deciso di utilizzare una vetrina internazionale come il Festival di Venezia per trasformare un momento intimo e romantico in una trovata promozionale non può che sorgere. E vale poco dire che la proposta non aveva niente a che fare con il film, ce lo aveva eccome dal momento che i due diretti interessati si trovavano lì anche – anzi solo, in teoria – per il film. Qui subentrano poi tutte le attenuanti del caso, che tirano in ballo sponsor, “è il loro lavoro“, scusanti varie ed eventuali. Fino arrivare alla testimonianza di tali influencer che se la svignano prima ancora di fare il loro ingresso in sala. Okay, ne prendiamo atto: non siete lì per il cinema. Almeno però non arrogatevi il diritto di rubare la scena al solo e legittimo protagonista.

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