Automassaggio viso: come fare il self-massage effetto lifting

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Cinque minuti al mattino? Adesso li abbiamo

. Se i tempi fanno crollare l’umore, ci si può impegnare perché il “down” non si dipinga almeno (anche) in volto. Buon momento quindi per darsi all’auto massaggio o self massage che dir si voglia: in pratica, usare per la cura della pelle l’unica cosa che abbiamo a disposizione in assenza di saloni e fidate visagiste, le mani.

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Inutile perdersi su Yotube: è Abigail James, una delle best facialist inglesi definita per altro dal Times “queen skin” (cliente fissa, Cher) a vantare il video tutorial più visto. 2 milioni e 2, e c’è un perché: la sua tecnica è completa, davvero semplice, facile da provare… e rilassante da vedere.

Perché provare il self massage

«L’auto massaggio viso ha moltissimi benefici: primo è gratis, non costa niente, secondo, con costanza è davvero efficace» spiega la facialist. Mai come giorni di reclusione possono far diventare la cosa una piccola routine.

«Si stimola la circolazione e il drenaggio linfatico, quindi l’effetto immediato è un viso più “sgonfio”, pulito, senza gonfiori, ristagni e quindi tossine, effetto glow istantaneo. Poi, andando a lavorare i muscoli facciali, alla lunga si rassoda e tonifica l’ovale combattendo i piccoli cedimenti dati dalla forza di gravità».



Come e quando

Al mattino, almeno a giorni alterni, sarebbe l’ideale. La pelle deve essere rigorosamente pulita, dopo detergente e tonico. Meglio non fare il massaggio “a secco”, ma applicare sulla pelle un prodotto per facilitare lo scorrimento dei movimenti. Abigail consiglia un qualsiasi olio naturale, senza siliconi, non sintetico: mezzo cucchiaino da distribuire sulle mani e poi stendere su viso e collo.

Le mosse

Non esiste un protocollo fisso, tutto sta nella manualità di ciascuna. Ogni movimento deve però durare circa un paio di minuti e la pressione «trattandosi di un massaggio liftante, deve essere calibrata, non troppo intensa ma decisa».

1. Si inizia stimolando il sistema linfatico: disegnare dei piccoli cerchi concentrici sul lato del collo, andando dalla gola alle orecchie e tornando, dal basso verso l’alto.

2. Per definire la linea del profilo: pollici puntati sotto il mento, mani aperte a ventaglio: risalire dal mento verso le orecchie, seguendo la linea mandibolare. Gli indici scorrono sulle guance, attivando la circolazione. Ripassare poi la linea del mento con dei delicati pizzicotti eseguiti con pollice e indice.

3. Ringiovanire il sorriso: mani aperte, dita piatte, disegnare dei piccoli cerchi ai lati della bocca, spingendo il muscolo della guancia verso l’alto a ogni passaggio. Procedere con dei cerchi più piccoli solo intorno alla bocca, lì dove si formano rughe d’espressione e le cosiddette “della marionetta”, che tirano il sorriso verso il basso.

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4. Spianare le linee verticali: con il dito medio “risalire” dai lati della bocca lungo le nasolabiali, spingendo verso l’alto. Si può anche continuare fino alla fronte, passando al centro delle sopracciglia e finendo sulla fronte.

5. Sollevare le guance: a nocche chiuse, fare delicati push up spingendo verso dal centro delle guance verso l’alto allo zigomo.

6. Liftare il profilo: a mani aperte e piatte, scorrere dal mento alla tempia verso l’altro alternando in continuo le mani, in un movimento continuo veloce.

7. Per il contorno occhi, alternare due movimenti: ” stirare” le occhiaie con due dita, dal naso verso le orecchie e seguire con le dita la linea delle sopracciglia, spingendo delicatamente verso l’alto.

8. Contro le rughe sottili: finire con un “cris cross” piccoli zig zag con le dita. Sulle tempie per minimizzare le zampe di gallina, sulla fronte per le rughe d’espressione.

9. Ultima scossa: eseguire dei “push ups” veloci, a palmo aperto, dal basso verso l’alto e dal centro verso l’esterno del viso.

10. Concludere facendo delle piccole pressioni con le dita ferme all’attaccatura dei capelli, a piccoli cerchi che scaricano le tensioni.

Il mito del face roll

Spopolano sui social, ma non a tutte è chiaro davvero a cosa servono i rulli per il viso in pietra come il quarzo rosa, la giada o l’ametista. Anche se molte li utilizzano come strumenti di massaggio facciale, altre per applicare e far “schiumare” il detergente, altre ancora ci “ripassano” la maschera di carta per farla agire meglio, la verità è che la loro funzione primaria è il drenaggio dei liquidi e il risveglio del microcircolo, non propriamente la tonificazione, che è un effetto secondario.

“Sono ideali usati freddi, prima dell’applicazione dello skincare, per riattivare la circolazione, smuovere i liquidi dal volto e facilitare quindi l’ossigenazione delle cellule e l’eliminazione delle tossine ” aggiunge la facialist. A contatto con la pelle le pietre aggiungono inoltre efffetti calmanti, lenitivi, riequilibranti, a seconda delle loro virtù. Il face roller può essere quindi utile prima del massaggio vero e proprio, ma non lo sostituisce.

 

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