Michele Merlo, l’esito della perizia: “Avrebbe avuto una possibilità di essere salvato”

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Michele Merlo

Michele Merlo, il cantante vicentino che fece il suo debutto ad Amici nel 2016, si è spento il 6 giugno 2021 nell’ospedale Maggiore di Bologna per un’emorragia cerebrale scaturita da una leucemia fulminante. Da quanto sappiamo oggi, Michele avrebbe avuto una possibilità di essere salvato “tra il 79 e l’86%” se il medico di base avesse capito che l’ematoma alla gamba era il sintomo della malattia. Questa, secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, è la conclusione della perizia disposta in incidente probatorio dal gip di Vicenza, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo che vede indagato il medico di Rosà (Vicenza), Pantaleo Vitaliano, al quale il giovane artista di 28 anni si era rivolto il 26 maggio, mostrando un grosso ematoma che gli era spuntato sulla coscia sinistra.

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Quando Merlo si recò dal medico per mostrargli il livido, lui gli prescrisse un bendaggio allo zinco per alcuni giorni, trattandolo come un banale strappo muscolare. Il 2 giugno successivo, un altro specialista visitò il cantante all’ospedale di Vergato (Bologna) diagnosticandogli una tonsillite. Poi le sue condizioni di salute peggiorarono fino alla morte. La nuova perizia, firmata dal medico legale Antonello Cirnelli e dall’oncologo Valter Bortolussi, punta l’attenzione sul medico di base, che secondo gli esperti avrebbe dovuto indirizzare Merlo al pronto soccorso per gli esami del sangue. Adesso, dunque, bisognerà dimostrare il nesso causale tra l’errata diagnosi iniziale e la morte dell’artista, avvenuta undici giorni dopo. La relazione dei due consulenti nominati dal giudice Antonella Toniolo è stata depositata nei giorni scorsi e verrà discussa il 29 settembre.

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Michele Merlo Maria de Filippi
Foto: Instagram @michelemerlo

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L’inchiesta per il decesso di Mike Bird (suo nome d’arte) era stata aperta inizialmente dalla procura di Bologna. Anche in quel caso c’era stata una perizia. Secondo i consulenti però, le condizioni dell’artista quando è arrivato a Vergato, erano ormai compromesse. L’avvocato Dal Ben ha spiegato che se una terapia fosse stata somministrata dal 27-28 maggio (quindi nei giorni appena successivi alla visita dal medico di famiglia), Merlo “avrebbe avuto una probabilità di sopravvivenza tra il 79 e l’87%”. L’avvocato ha poi aggiunto: “Aveva un ematoma terribile, non compatibile con un urto accidentale. Serviva un’anamnesi attenta, almeno un’ipotesi diagnostica. Banalmente si parte sempre da un emocromo”.



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Michele Merlo perizia: parla il medico di base indagato per omicidio colposo

Il medico di base, Pantaleo Vitaliano, inizialmente si è difeso sostenendo che fu lo stesso Merlo a trarlo in inganno, dicendogli di aver subito la contusione alla coscia durante un trasloco. Lui gli aveva dato appuntamento per il 31 giugno, ma Michele non si sarebbe più presentato. Poi, parlando con i giornali locali, nei mesi scorsi si è difeso nuovamente dicendo: “Credo di aver fatto bene il mio lavoro ma non passa giorno che non pensi a lui..”. Gli ispettori della Regione Veneto hanno ritenuto corretto il suo operato.

Domenico invece, il padre di Michele, attraverso il suo legale in passato ha detto: “Non mi rende felice sapere che c’è un indagato, non migliora la situazione in cui mi trovo, ma il fatto che la procura abbia individuato un possibile responsabile significa che si stanno facendo accertamenti. Se qualcuno ha sbagliato, va punito”.

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