Gesti di gentilezza, i musei in lockdown si scambiano “opere fiorite” via social

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Tutto inizia il 24 marzo

 quando la New York Historical Society dona “virtualmente” il rametto di fiori di melo del pittore Martin Johnson Heade allo Smithsonian American Art Museum.

Che, a sua volta, rilancia con le anemoni di H. Lyman Saÿen inviate all’Akron Art Museum. 

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#MuseumBouquet

Da lì, è stato un attimo. E rilancio dopo rilancio, lo scambio di fiori con l’hashtag #MuseumBouquet, su Twitter e Instagram, ha coinvolto decine di istituti negli Stati Uniti e poi si è estesa ai musei di mezzo mondo, dal Canada alla Francia, dalla Lettonia all’India e all’Australia. 

L’onda è partita






L’onda ormai è partita e con il messaggio «Speriamo che questo #MuseumBouquet illumini la tua giornata!» e appunto l’hashtag #MuseumBouquet, dal Metropolitan Museum alla Tate, passando per il Guggenheim e la Frick Collection, le  giornate vengono rallegrate dalle immagini delle più belle composizioni floreali della storia dell’arte.

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