Tra i settori non ancora “toccati” dalla Fase 2 e per cui il calendario della ripartenza è ancora pieno di punti di domanda, c’è senz’altro quello della cultura e dello spettacolo. 

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Cinema, teatri, musei e concerti

Cinema, teatri e musei, ma anche manifestazioni culturali e concerti sono stati tra i primi ad essere messi in stand-by per via dell’alto tasso di aggregazione sociale di cui vivono, ma soprattutto saranno gli ultimi a ripartire.

Con conseguenze drammatiche per i lavoratori del settore, già precari da ben prima della pandemia e messi totalmente in ginocchio da mesi di inattività. 

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La buona notizia

Nelle ultime ore, però, comincia a farsi largo una data per una possibile ripartenza anche se cauta e prudente: dallo studio approfondito riguardo ad un piano per la ripartenza è emerso che adottando delle misure di sicurezza è possibile riaprire cinema e teatri già nelle prossime settimane.

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Una data?

La prima settimana di giugno. È questa l’ipotesi del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile che, tenuti in considerazione i dati epidemiologici e i contributi del ministero per i Beni e le Attività culturali, ha studiato l’impatto che la ripartenza di cinema, teatri, musei e quant’altro potrebbe avere dal punto di vista sanitario. 

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Silvio Brusaferro (ISS e comitato scientifico) ha spiegato che al momento si stanno studiando delle forme di «partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalle fasce orarie agli ingressi». Regole che, spiega Brusaferro, varranno per tutti gli eventi che hanno tali caratteristiche.

Nulla di certo ancora, questo è da specificare: quelle formulate dagli esperti sono per ora delle ipotesi. Eppure, tali indicazioni, fanno tirare un piccolo sospiro di sollievo a tutti coloro che ormai avevano perso la speranza di poter ricominciare prima di settembre.

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Quali regole?

Ma quali sono le regole individuate dal comitato? Come prima cosa l’obbligo della mascherina che dovrà valere per tutti, indipendentemente che si tratti di un luogo chiuso o aperto. E poi, all’ingresso distributori di gel igienizzante.

Altra novità riguarda gli acquisti dei biglietti: niente biglietterie in loco, bisognerà dotarsi di un biglietto elettronico così da evitare assembramenti e limitare i contatti. Ovviamente gli ingressi saranno contingentati, o organizzati in orari differenti per limitare la fila all’ingresso.

All’interno di cinema e teatri bisognerà disporre i posti almeno un metro l’uno dall’altro. La presenza agli eventi sarà comunque limitata ad un numero ristretto di persone: secondo i primi calcoli del comitato scientifico per cinema e teatri si ipotizzano al massimo 200 persone (ma dipenderà dalla grandezza dei locali), mentre per gli spettacoli all’aperto si potrà arrivare ad un massimo di 1.000 persone.

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Altro punto il controllo della temperatura in entrata e in uscita. Questa modalità potrebbe essere utilizzata anche per i concerti all’aperto. Il distanziamento previsto tra una persona e l’altra potrebbe però cambiare a seconda dello spettacolo, con regole precise anche per gli artisti che si esibiscono, per esempio i membri di un’orchestra.

Naturalmente, non si potrà accedere agli eventi in caso di sintomi respiratori e/o temperatura corporea superiore a 37,5°, regola che dovrà essere rispettata anche dagli artisti e da tutti i lavoratori della logistica e dell’organizzazione.

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Musei e siti culturali come si fa?

Bene o male sempre nello stesso modo: per quanto riguarda i musei, le riaperture saranno differenziate sulla base della tipologia (sito all’aperto, sito in locali confinati, sito ibrido), delle dimensioni e del tasso di concentrazione dei visitatori.

Per i siti culturali che attirano un alto numero di visitatori ogni anno, cioè oltre i 100mila, gli ingressi e le uscite dovranno essere attentamente organizzati per evitare assembramenti e sovraffollamento dei mezzi di trasporto. 

Dovrà essere sempre osservata la distanza di almeno un metro tra i visitatori, che potrà essere marcata da una apposita segnaletica, e dovrà essere fortemente limitato l’uso di touch screen, contanti, biglietti cartacei e audioguide, che potrebbero trasformarsi in veicoli di contagio. 

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Nel mondo che succede?

Nella maggior parte dei Paesi che avevano chiuso le sale per il lockdown, sta prevalendo l’orientamento alle serrande su per i cinema tra fine giugno e soprattutto luglio.

Negli Stati Uniti, per ora, solo i governatori di Georgia e Texas  (l’Indiana sta valutando una riapertura il 7 giugno) hanno già dato il via libera ai cinema, ma con una scarsa risposta dagli esercenti che al momento in gran parte preferiscono tenere chiuso. 

Stando alle principali catene di cinema statunitensi, l’apertura massiccia negli Usa ci sarà a luglio, con l’arrivo dei blockbuster. Un orientamento al quale si allinea anche l’Australia.

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C’è chi non aspetta 

Fra i primi a riattivare le sale, con le misure di precauzione, c’è stata la Corea del Sud (weekend di fine aprile). Seguiti da Hong Kong l’8 maggio, e dalla Norvegia il 7 maggio dove, secondo un sondaggio sul sito Filmweb, otto persone su 10 torneranno in sala perché c’è totale fiducia che le misure di sicurezza adottate saranno adeguate.

Tra giugno e luglio

La Germania sembra orientata a ripartire con i cinema a luglio, anche se il nuovo focolaio del contagio trovato sul territorio, potrebbe portare un ripensamento. In Olanda la chiusura delle sale finisce il primo giugno, con un limite di partecipazione per spettacolo a 30 spettatori e un metro e mezzo di distanza fra ognuno.  

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In Danimarca si riaprono i cinema l’8 giugno, con l’allentamento del limite di partecipazione agli eventi pubblici, da 10 a 50 persone. La Spagna ha programmato anche la riapertura dei cinema come dei teatri, a un terzo della capacità, nella sua fase 2 che dovrebbe partire a fine maggio. 

E chi invece attende…

In Gran Bretagna come in Francia o in Italia non c’è una data di riapertura ufficiale, ma la UK Cinema Association nei colloqui con il governo britannico sta sostenendo la linea di una possibile riapertura a fine giugno.

In Canada gli esercenti del Quebec premono per una riapertura il 19 giugno, ma secondo alcuni operatori è più probabile il governo decida per luglio.





In Cina, infine, le autorità, che avevano per un breve periodo concesso la riapertura delle sale per poi tornare a chiuderle, hanno da poco annunciato che sarebbe possibile una ripartenza dei cinema in tempi brevi con le nuove linee guida per un ulteriore allentamento del lockdown diffuse dal governo, ma non si parla ancora di date.

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