E le stelle stanno a guardare…

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Ava Gardner, l’Animale più bello del mondo II° Parte

Ava Gardner, Grabtown 1922 – Londra 1990

Gli amori di Ava Gardner

Ava Gardner gli inizi della carriera, ha conosciuto l’attore Mickey Rooney, il piccolo – grande attore di Hollywood che da subito le fa una corte serrata. Ava cede e si sposano nel gennaio del 1942. Aveva solo diciannove anni ed era vergine, lui ventidue e così vorace di sesso, “faceva all’amore con qualunque cosa si muovesse”, dirà lei, da tradirla ripetutamente. Divorziano e dopo un po’ lei conosce il clarinettista jazz Artie Shaw, affascinante, colto e prepotente che diventerà il suo secondo marito. Artie ha una personalità forte e influente: la costringe a leggere testi di filosofia e a prendere lezioni di scacchi. Quando lei inizia a batterlo, lui reagisce prendendola a schiaffi. Poi arrivano le minacce e le violenze psicologiche. Lei se ne va e si butta a testa bassa nel lavoro.

Lo scontro con Liz Taylor

Rimane affascinata da Richard Burton quando hanno recitato insieme nel film La notte dell’iguana, ma la sfida tra gli occhi più belli di Hollywood ha visto la vittoria di Elizabeth Taylor. Lei si vendicò anni dopo con una battuta al curaro: “Elizabeth Taylor? Era carina. Io ero bella”. Ava Gardner ha avuto una vita sentimentale ed erotica senza freni, ma lei, a differenza di molte altre attrici, non ha mai usato la sua bellezza come merce di scambio; carattere troppo orgoglioso. Può dire di aver avuto un solo, grande amore: Frank Sinatra.

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Il matrimonio con The Voice

Il 7 novembre 1951 Frank Sinatra ed Ava Gardner si sposano. È stata una storia d’amore intensa e bruciante. Quando scopre di essere incinta, abortisce di nascosto a Londra. quando Sinatra lo scopre è furente, le punta la pistola contro urlando, e poi dà sfogo alla sua furia cieca sparando al materasso su cui lei era distesa. Si lasciano. Sinatra tenta il suicidio per due volte mentre lei se ne va in Spagna a girare La contessa scalza di Mankievcz. A tutti appare perfetta nel ruolo, tolto niente meno che a Rita Hayworth, di una ballerina spagnola dall’esistenza tutt’altro che tranquilla, ruolo che le sembra cucito addosso con maestria sartoriale, perfetto come i meravigliosi abiti creati esclusivamente per lei dalle Sorelle Fontana.

Il dopo Sinatra

In Spagna la raggiunge Ernest Hemingway, compagno ideale di robuste bevute e veloci incontri amorosi. Un giorno assiste ad una corrida del celebre matador Luis Dominguin. Scoppia una nuova passione. Nel 1954 la Gardner e Dominguin sono la coppia più fotografata d’Europa.  Paco Cano, fotografo spagnolo di corride e di Madonne, disse di lei: “con il permesso della Vergine Maria, è la donna più bella che abbia mai incontrato”. Dominguin però ad una cena incontra Lucia Bosé, fidanzata con Walter Chiari, s’innamora a prima vista e dopo pochi mesi si sposano.

Walter Chiari

Due anni dopo Ava Gardner gira in Italia La Capannina con Walter Chiari. Ed accade qualcosa di incredibile. La più grande attrice di Hollywood, inizia una storia d’amore con un attore italiano, Walter Chiari, che non aveva ancora raggiunto la notorietà. Passioni amorose fra star americane e giovani attori italiani, come quello fra Vittorio Gassman e Shelley Winters, si erano già incontrate, ma quello che ha legato “l’animale più bello del mondo” al giovane Walter Chiari è stato qualcosa di più.

Perché, come ha sempre ricordato Federico Fellini, fu proprio la rabbia di Walter Chiari verso i paparazzi, presi a cazzotti per gli appostamenti alla coppia per fotografarli, ad ispirargli il suo capolavoro La Dolce Vita. Walter la travolge con la sua simpatia, la passionalità e la dolcezza. Una storia durata quattro anni e terminata per via di quell’inseparabile inquietudine che accompagna da sempre la diva. Walter Chiari morirà nel 1991, un anno dopo la morte di Ava Gardner, con il grande rimpianto di non esserla mai andata a trovare in quel piccolo paese del North Carolina.

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Il declino di una stella

Ava Gardner Va a vivere a Londra, in una villetta signorile dell’elegante quartiere di Kensington in compagnia di un cagnolino e di un giovane filippino che l’accudisce. A causa del suo carattere e la pessima reputazione di ruba mariti, di amiche ne ha avute sempre poche. Una sua amica è stata senza dubbio Grace Kelly, di cui lei stessa ha raccontato nelle sue memorie “amava fare scommesse; una volta abbiamo scommesso 20 dollari che Hyde Park fosse più grande del Principato. Lei diceva di no. Vinsi io. Mi mandò i dollari, una bottiglia magnum di Dom Perignon e un pacchetto di aspirine per dopo la sbornia. Mi conosceva bene”.

Sinatra d’oltreoceano la chiama spesso e le paga tutte le spese mediche. Ava Lavinia Gardner morì il 25 gennaio 1990, a 67 anni. Un giorno, con infinita amarezza aveva detto: Non ho guadagnato nulla di buono dai miei amori se non anni di psicanalisi. Un uomo però c’era che l’aveva amata per davvero, perdutamente e per sempre. Un uomo che alla notizia della sua morte aveva pianto disperatamente: Frank Sinatra, The voice.



FILMOGRAFIA Di AVA GARDNER

1943 – FANTASMI NELLA NOTTE regia di William Beaudine
1943 – IL PAZZO DI HITLER regia di Douglas Sirk
1946 – SANGUE ALL’ALBA regia di Léonide Moguy
1946 – I GANGSTERS regia di Robert Siodmak
1947 – I TRAFFICANTI regia di Jack Conway
1947 – SINGAPORE regia di John Brahm
1948 – IL BACIO DI VENERE regia di William A. Seiter
1949 – IL GRANDE PECCATORE regia di Robert Siodmak
1949 – I MARCIAPIEDI DI NEW YORK (1949) regia di Mervyn Le Roi
1942 – DELITTO AL MICROSCOPIO regia di Fred Zinnemann
1951 – PANDORA regia di Albert Lewin
1951 – SHOW BOAT regia di George Sidney
1952 – LE NEVI DEL CHILIMANGIARO regia di Henry King
1953 – CAVALCA VAQUERO! regia di John Farrow
1953 – I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA regia di Richard Thorpe
1953 – MOGAMBO regia di John Ford
1954 – LA CONTESSA SCALZA regia di Joseph L. Mankiewicz
1956 – SANGUE MISTO regia di George Cukor
1957 – LA CAPANNINA regia di Mark Robson
1957 – IL SOLE SORGERA’ ANCORA regia di Henry King
1958 – LA MAJA DESNUDA regia di Henry Koster, Mario Russo
1959 – L’ULTIMA SPIAGGIA regia di Stanley Kramer
1963 – 55 GIORNI A PECHINO regia di Nicholas Ray
1963 – SETTE GIORNI A MAGGIO regia di John Frankenheimer
1964 – LA NOTTE DELL’IGUANA regia di John Huston
1966 – LA BIBBIA regia di John Huston
1972 – L’UOMO DAI SETTE CAPESTRI regia di John Huston
1974 – TERREMOTO regia di Mark Robson
1976 – IL GIARDINO DELLA FELICITA’ – L’UCCELLINO AZZURRO regia di George Cukor
1976 – CASSANDRA CROSSING regia di George P. Cosmatos
1979 – CITTA’ IN FIAMME regia di Alvin Rakoff
1968 – MAYERLING (1968) regia di Terence Young





“È la donna più affascinante e aggressiva che abbia mai incontrato, una donna che può anche farti impazzire, al punto che devi lasciarla per forza. E, prima di lasciarla, devi anche picchiarla per bene. Una donna selvaggia, che non sai mai quello che vuole. Le dai tenerezza e diventa selvaggia. Le rispondi con la violenza e diventa dolce come una gattina. La cerchi e lei scappa. Giura di amarti ed è pronta a tradirti. Mai vista una donna che ha tradito tanto i suoi mariti che gli amanti. I suoi splendidi occhi di tigre hanno fatto e continuano a fare stragi”. Clark Gable.

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