Claudio Baglioni 2022, l’anno della memoria

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Non soltanto il compleanno, ma anche altre ricorrenze

Era il 16 maggio 19… ’51 Montesacro e tutto cominciava…” come ci ricorda l’incipit del disco più importante della grande carriera di Claudio Baglioni, Strada facendo, anno 1981. Ed il prossimo, imminente 16 maggio segnerà il 71esimo compleanno per l’artista romano, che lo festeggerà nella maniera a lui più consona: cantando in concerto. Un numero di concerti, 71 in tutto, non certo casuale e la voglia di ritornare a cantare da solo, accompagnato solo dal suo strumento, un pianoforte.

Non a caso il tour si chiama DODICI NOTE SOLO 2022. Tornare a cantare dal vivo dopo la forzata e prolungata pausa a causa della pandemia segna un momento di liberazione per tutti gli artisti. E ritorna a cantare in un anno particolare, dove accanto al tradizionale ed abituale compleanno, perlomeno altre due ricorrenze importanti andranno celebrate degnamente.



Due ricorrenze che riportano il cantautore romano indietro di decenni. La prima è quella da cui tutto ha avuto inizio, il 1972 è infatti l’anno della canzone che ha spalancato le porte al successo a Claudio Baglioni. Il questo caso non occorre nemmeno citare il titolo. ma soltanto la prima frase: “Quella sua maglietta fina, tanto stretta al punto che immaginavo tutto”, il resto poi viene da sé, perché tutti, almeno una volta nella vita, l’abbiamo cantata.

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I primi cinquant’anni della canzone che, in una famosa trasmissione condotta da Pippo Baudo, Fantastico 5, è stata eletta dagli italiani la canzone d’amore del secolo. Un brano che ha segnato per sempre la carriera del cantautore romano, rendendolo, artisticamente, “immortale”.

Un Magico 1972

Quel 1972 è stato in assoluto un anno straordinario per il cinema ed il teatro italiano. È di quell’anno infatti il capolavoro di Bernardo Bertolucci, Ultimo tango a Parigi, interpretato da Marlon Brando, mentre l’Italia scopriva un talento straordinario di nome Giancarlo Giannini, protagonista del film di Lina Wertmuller, Mimì metallurgico.

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Da non dimenticare poi Lo chiamavano Trinità, il primo della fortunata serie di film che ha visto insieme Bud Spencer e Terence Hill. Il teatro, invece, applaude il primo, grande successo di Gigi Proietti grazie alla commedia Alleluja Brava Gente, insieme a Renato Rascel.

Claudio Baglioni, arriva il 1982, Avrai un figlio e… un Mundial

Tornando a Claudio Baglioni, esattamente dieci anni dopo, nel 1982, un evento unico e straordinario, come la nascita di suo figlio, ha dato origine ad un altro capolavoro. La canzone s’intitolava Avrai ed in un istante si è trasformata in un classico del suo repertorio. Giovanni Baglioni è nato il 19 maggio 1982, tra qualche giorno sarà per lui un compleanno importante, quello dei suoi primi quarant’anni.

La canzone che celebrava quel lieto evento è uscita in tempo per diventare un classico dell’estate del 1982. L’estate del Mundial spagnolo vinto dalla Nazionale azzurra guidata da Enzo Bearzot. Una nazionale che nel ricordo di tanti ha il volto dell’indimenticabile Paolo Rossi e del presidente della Repubblica, Sandro Pertini, il nostro primo tifoso allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid.

Una canzone, un periodo storico e via i ricordi che diventano come ciliegie, uno tira l’altro, in una catena ininterrotta di pensieri, di emozioni incancellabili, velati di quella struggente nostalgia che assomiglia molto alla piena, e malinconica, consapevolezza che certe emozioni non si rivivranno più.

Articolo di Stefano Vori

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