Anaffettività: quando lui è incapace di amare

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Non riesce a esprimere sentimenti ed emozioni, provocando un senso di frustrazione nella donna che non si sente corrisposta come vorrebbe.

L’uomo anaffettivo è davvero inguaribile? La risposta dell’esperto:

Di Alice Rosati

Chi si è innamorata di un uomo che nonostante la relazione stabile non l’ha mai amata come avrebbe voluto sa quanto può essere frustrante. Si tratta di partner anaffettivi, ovvero incapaci di esprimere emozioni e sentimenti. Uomini che vivono il rapporto di coppia con un’ansia patologica, persone totalmente razionali, che costruiscono delle barriere difensive e si mostrano freddi nei confronti del mondo. Hanno un approccio molto rigido alla vita e invece di concentrarsi sugli investimenti affettivi, investono quasi tutto sul lavoro e sulle cose materiali.


Ma davvero sono incapaci di amare?Secondo Michele Cucchi, psichiatra e direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, gli uomini anaffettivi non sono totalmente incapaci di provare e dimostrare amore, ma è il modo in cui lo fanno che crea frustrazione: «Amano in un modo che fa sentire poco ascoltate e poco capite le donne, che di conseguenza diventano gelose e aggressive».

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Non bisogna, però, confondere la difficoltà a lasciarsi andare per paura di soffrire o come causa di un trauma vissuto in passato, con un approccio anaffettivo con le persone. In questo caso le cause possono essere molteplici: «Uno dei motivi può essere il narcisismo, per cui una persona è concentrata solo sui propri bisogni e non su quelli dell’altro – spiega Michele Cucchi – cui si aggiunge l’eccessivo stress legato ad aspettative troppo elevate e alla frenesia che oggi pervade la vita delle persone. All’interno di una coppia, il senso di superiorità può portare a trattare la donna come sottoposta e con scarsa attenzione».

Nella difficoltà di portare avanti o di uscire da una relazione di questo tipo, bisogna sapere, però, che l’uomo anaffettivo non è totalmente inguaribile: «Un cambiamento è possibile se vive la frustrazione della solitudine emotiva e si mette in discussione –afferma Cucchi – solo in questo caso può avviare un percorso di cambiamento che, per quanto duro, porta alla felicità».

Fonte: vanityfair.it

Loris Old

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