Il suo sorriso, quella chioma biondissima quasi mai in ordine e quella voce roca, che ricorda quella di una fumatrice accanita, che l’ha resa unica. Un semplice pensiero per il compleanno di un’attrice diventata Diva contro la sua volontà.

Tutti in piedi, il 3 novembre 2021 una delle nostre più grandi attrici compirà 90 anni. Il suo vero nome è Maria Luisa Ceciarelli, ma il mondo del Cinema la conosce come Monica Vitti. È stata la più grande? Forse sì. Sicuramente, insieme a Sofia Loren e Claudia Cardinale, è stata l’attrice diretta dai più grandi registi con accanto i più grandi attori. E come capita soltanto ai grandissimi, è stata lei, spesso, a contribuire all’immortalità di alcune pellicole ed alla gloria di chi si trovava dietro la macchina da presa, perché quel volto, di quei film, ne è diventato l’icona.

Non è facile parlare di Monica Vitti senza provare profonde emozioni. La sua storia di personaggio pubblico, la sua straordinaria carriera di attrice non si può scindere dalla sua vita privata, quella riguardante gli ultimi due decenni. L’ultima volta che è stata vista in pubblico risale a circa vent’anni fa, poi è subentrato il buio. Per noi che non abbiamo più avuto modo e piacere di ammirarla, magari soltanto attraverso una foto che la ritraesse durante una passeggiata, ma soprattutto per lei, che ha visto lentamente e inesorabilmente svanire dalla sua mente tutti i ricordi di una vita non sempre facile, che le ha regalato comunque l’immortalità grazie a quel suo infinito talento.

Una volta l’attrice ha raccontato che i suoi genitori amavano chiamarla Smemoratella. La terribile malattia che l’ha colpita ha fatto sì che la sua memoria perdesse, ogni giorno, un tassello di vita vissuta e lo gettasse in un oblio inaccettabile. A tutti noi, che abbiamo imparato ad amarla vedendola sul grande schermo di un cinema o sul piccolo schermo, nella televisione posizionata nel salotto buono di casa, resta il doveroso piacere di onorare un’artista per tanti versi unica.

Un’attrice capace di entrare dentro il cinema innovativo e complesso di Michelangelo Antonioni fino al punto di diventarne la sua Musa ispiratrice, oltreché compagna di vita: “Gli piacqui subito, ero la personificazione fisica e psicologica di quel che aveva sempre teorizzato: l’incomunicabilità, l’alienazione, eccetera. Ero il suo ideale, lo smarrimento fatto persona”, (Annabella, 1987) e diventare poi l’unica donna di quel genere magico del cinema italiano passato alla storia come Commedia all’italiana accanto ai celeberrimi 4 Colonnelli: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi più un quinto, purissimo e non inquadrabile talento, che rispondeva al nome di Marcello Mastroianni.



Monica Vitti raccontata dalle parole di…Maria Luisa Ceciarelli

Leggere e rileggere alcune dichiarazioni di Monica Vitti rilasciate trenta o quarant’anni or sono fa un certo effetto. Possono aiutare a comprendere la sua natura umana, semplice e complessa insieme, un po’ come le nostre: “Sono fatta non solo di contraddizioni, ma di caratteri opposti. Sono una persona estremamente angosciata, triste, e nello stesso tempo allegra, trascinante, vitale. E tutto questo in modo molto estremo”. (Amica, 1982).

“Ho scoperto presto che piacevo alla gente quando fra amici cominciavo a raccontare qualche storia legata alla mia famiglia e involontariamente scatenavo negli altri il buonumore. Adoro far ridere. Mica per ragioni altruistiche: è che quando gli altri ridono è liberatorio anche per me, sto meglio io”. (Annabella, 1987).

“Non avevo niente delle dive dell’epoca, allora c’erano queste stupende creature come Gina (Lollobrigida) e Sofia (Loren). Io portavo pantaloni, golf larghissimi, scarpe basse, non mi truccavo. E poi avevo questa voce. Il medico dell’Accademia mi disse: lei, con questa voce, non diventerà mai un’attrice”. (Annabella, 1987).

“Io mi chiamo Maria Luisa Ceciarelli e dovendo iniziare la professione mi sono trovata nella necessità di cambiare il cognome, che già in Accademia storpiavano. La M mi piaceva perciò ho scelto un nome che cominciasse con questa lettera. Per il cognome volevo qualcosa che fosse facile da ricordare, qualcosa di breve, così ho preso la prima parte del cognome di mia madre, Vittiglia”. (Amica, 1982)

“Sono stata molto fortunata, perché dai ruoli drammatici con Antonioni, sono passata a quelli brillanti con Monicelli. Ho avuto grandi maestri come De Sica, Risi, Scola, Buñuel, e straordinari compagni di lavoro come Sordi e Mastroianni. I giovani di oggi sono meno fortunati, perché sono rari questi incontri professionali” (Corriere della Sera, 1997).

Noi siamo stati molto fortunati a conoscere un’attrice che ci emozionato in decine di film indimenticabili, facendoci ridere, spesso sorridere, ma anche riflettere profondamente. E ci piace immaginare che nel giorno del suo compleanno, nella sua mente, possa prendere vita quel suo grande desiderio “Sai cosa vorrei? Tutte le persone che mi hanno voluto bene averle qui davanti a me come un muro”. Te lo auguriamo di cuore, Maria Luisa Ceciarelli, per tutti noi Monica Vitti.

BUON COMPLEANNO


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