Happy Days, basta nominare queste due parole che un brivido di profonda emozione, di gioia mista a nostalgia, inizi a scorrere nelle vene. I giorni felici della Famiglia Cunningham, nella piccola Milwaukee, sono stati i giorni felici di un’intera generazione, quella nata intorno agli anni 70’.

Le loro storie quotidiane cercavamo di replicarle a scuola, ripetendo battute e ricreando quelle situazioni che avevamo visto nell’episodio della sera precedente. Era la quotidianità di una provincia americana che noi trasportavamo nella nostra quotidianità di provincia.

Se dovessi spiegare ai miei figli cosa ha significato per me Happy Days, potrei dire loro che è stata la scoperta dell’America, di un’America molto diversa da quella di oggi, di un’America degli anni 50’, quella di Elvis e del Rock and Roll, delle auto enormi e dei college, con gli studenti che indossavano giubbini e cappellini con il nome o il logo della scuola di appartenenza.

Era l’America che regalava sogni ad occhi aperti, dove bastava entrare nel locale Arnold’s, mettere un disco nel jukebox e si poteva invitare a ballare la ragazza dei propri sogni.

Happy Days, è il lato buono della vita, dove le difficoltà si superano insieme, così come i momenti di gioia sono frammenti di vita da condividere con le persone che ti sono vicine.

Essendo una situation comedy americana girata negli anni 70/80, ovviamente presenta alcune situazioni di vita quotidiana e valutazioni di natura etico-morale, che possono sembrare assolutamente anacronistiche guardandole con gli occhi di oggi.

Probabilmente sarà così, ma sinceramente, non cambierei mai quello ieri televisivo proposto da Happy Days, con l’oggi multimediale, potenzialmente straordinario, ma quasi sempre privo di contenuti di qualità e di esempi positivi.

Nemmeno la politica riesce a dividere la famiglia di Happy Days

Happy Days Fonzie e Chachi

Lo spunto per tornare a parlare amabilmente di Happy Days, lo hanno fornito le ultime elezioni presidenziali americane. Due protagonisti della fortunata serie televisiva, infatti, si sono ritrovati “lun contro l’altro armati”, a fronteggiarsi politicamente, promuovendo ognuno il loro candidato alla Casa Bianca.

Il democratico Henry Winkler, che interpretava il mitico Fonzie ed il repubblicano Scott Baio, che in Happy Days ricopriva il ruolo del cugino di Fonzie, Chachi.

Happy Days rappresenta i valori tradizionali americani, i buoni principi morali: è bizzarro che venga utilizzato per promuovere due persone come Joe Biden e Kamala Harris: voglio ancora bene al gruppo ma non ci sarò, perché non credo nel socialismo e nel marxismo.

L’intrattenimento non dovrebbe essere politico”, aveva dichiarato Scott Baio, che oggi ha sessant’anni ed è stato un fedelissimo di Donald Trump, al punto da salire sul palco della convention repubblicana nel 2016.

Il cast di Happy Days è sempre stato una famiglia. Se non ci vediamo di persona, comunichiamo per telefono, sms, email o Zoom”, racconta al Corriere Winkler, 75 anni, dicendo inoltre che il legame con Baio va oltre quell’incontro sul set di Happy Days, avvenuto oltre quarant’anni fa.

Ci siamo divertiti un mondo a recitare insieme. Scott è stato anche il protagonista di un film per la televisione che ho diretto, sulla guida in stato di ebbrezza. Fa parte della mia famiglia, ma politicamente siamo due mondi opposti: io rispetto il suo punto di vista, e lui rispetta il mio”.

Oggi Henry Winkler è un attore, regista, produttore di successo. Nel corso degli anni è diventato anche un prolifico autore di libri per bambini, ha pubblicato 36 volumi sulle avventure del dodicenne dislessico Hank Zipzer, editi in Italia da Uovonero. Le avventure di Hank Zipzer hanno dato vita ad una serie televisiva britannica trasmessa anche da Rai Gulp.

Ho iniziato a scrivere perché la mia carriera di attore aveva subito un rallentamento, per occupare il tempo, e sono arrivato a 36 romanzi.

Il messaggio che voglio dare ai ragazzi, è che dentro hanno qualcosa di grande, per questo hanno il compito di scoprire quale sia il loro dono e offrirlo al mondo.

Ora Joe Biden è la voce della ragione. E la ragione, credo, offre il futuro migliore”. 

Vedere e rivedere Happy Days ogni volta che se ne ha l’occasione, aiuta a credere e a sperare in un futuro migliore.

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