Rivelato il volto della donna che ispirò “Silvia” di Vasco Rossi

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È sempre bello dare un volto alle canzoni, specialmente se si tratta di capolavori che hanno fatto la storia della musica italiana e “Silvia” di Vasco Rossi può collocarsi di diritto in questa categoria. Nella giornata di ieri, il rocker di Zocca ha voluto celebrare i 43 anni di “Jenny” e “Silvia”, i singoli contenuti nel suo primo 45 giri uscito esattamente il 15 giugno del 1977, pubblicando su Instagram la foto della Silvia che, inconsapevolmente, lo ispirò nella sua composizione.

Il blasco: un artista impressionista

Una ragazzina di quindici anni dai tratti delicati e lo sguardo sognante, rapito da “mille fantasie che non la lasciano più andare via”, lo stesso che il Blasco è riuscito a restituire attraverso le parole della sua canzone, con “un tratto un po’ impressionista”, come lo definisce lui stesso.

Quando Silvia capisce di essere la protagonista di questa canzone

Era la prima volta che Vasco si esibiva portando “Silvia” sul palco. Prima di iniziare a cantare, l’uomo raccontò di essersi ispirato a una ragazza che si era recentemente trasferita da Zocca a Modena. Non ci volle molto prima che la vera Silvia, che in quel momento era seduta tra gli spettatori, realizzasse di essere proprio lei la ragazza di cui stava parlando il cantante. Così, alla fine dell’esibizione, decise di chiedere conferma al diretto interessato.

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“Quando capii che si era ispirato a me ero incredula. Andai da lui e gli chiesi: ‘Vasco ma veramente sono io la Silvia della canzone?’. E lui mi confermò e disse: ‘Sì, sì, avevo pensato a te’. Non mi disse esattamente il perché ma con il tempo lo capii. Non so come, ma aveva colto un aspetto del mio carattere”, racconterà anni dopo la donna, che oggi insegna filosofia in un liceo di Modena, nel corso di un’intervista.

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Un delizioso ritratto dell’adolescenza

Ai tempi Vasco e la sua musa ispiratrice erano vicini di casa. Pur conoscendosi soltanto di “sfuggita”, la sensibilità dell’artista gli aveva permesso di realizzarne un “delizioso ritratto”, in cui fosse rappresentato “uno sbocciare delicato, dove gli ormoni diventano fiori”. Silvia viene colta, infatti, nella fase più delicata, quella di transizione dall’infanzia all’età adulta, quando si svestono i panni di bambina e si indossano quelli di donna.

E il successo di questa canzone forse sta tutto qui: nell’aver immortalato una condizione esistenziale in cui si possano riconoscere moltissime giovani donne alle prese con un corpo che cambia e il desiderio di crescere più in fretta del dovuto. Come accade a Silvia che, davanti allo specchio, va alla ricerca di un seno che “è ancora piccolo, ma crescerà”, mentre “sporca” il viso innocente con quel trucco che farà brontolare la mamma.

Silvia è tutte noi, Vasco compreso.

E importa poco se la Silvia della realtà è mora o bionda, alta o bassa, perché, in fondo, tutte noi siamo state Silvia nella nostra vita ed è per questo che la canzone ci piace così tanto anche a distanza di anni dalla sua pubblicazione. Tutte noi, Vasco compreso. Il cantante ammette, infatti che “se fossi stato una femmina, a quell’età mi sarei comportato come lei. Racconto queste cose perché ho una parte femminile importante, sono cresciuto in mezzo alle donne della famiglia, la mamma e le zie: l’Espedita, l’Iliana, la Rosanna e l’Ivana”.


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